IL CROLLO DELLA SCUOLA DI AMATRICE
(notizia a cura di: Alessandra Aprile, Alberto Basaglia, Saverio Simonazzi)

 

La Scuola di Amatrice (Plesso Scolastico “R. Capranica”) è crollata rovinosamente durante il terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 Agosto 2016, divenendo subito una sorta di simbolo di questo tragico evento.

L’opinione pubblica è rimasta sconvolta dalla gravità dell’evento, ancora memore del funesto crollo della Scuola di San Giuliano di Puglia avvenuto nel 2003.

La scuola di Amatrice però, a differenza di quella di San Giuliano, era stata oggetto di interventi di ristrutturazione ed era stata dichiarata pubblicamente “adeguata sismicamente.

La scuola fu inaugurata nel 1936 e fu ampliata in due occasioni. Nel 2012, fu oggetto di ristrutturazione con un appalto da 700.000€ (fonte: La Repubblica).
In merito ai lavori di ristrutturazione, il giorno dell’inaugurazione il sindaco ha dichiarato che (fonte: TGCOM24) : “Si è provveduto alla fasciatura di tutti i pilastri con fibre di carbonio, il rinforzo tradizionale dei pilastri centrali, la messa in sicurezza delle tamponature esterne e delle tramezzature interne, la realizzazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento, la sostituzione di tutti gli infissi, il rifacimento dei pavimenti ed intonaci, l’ammodernamento dei bagni e la completa tinteggiatura interna ed esterna”, come dimostrano i manifesti ancora appesi all’edificio (fonte: Il Giornale).

A seguito di tali interventi, l’edifico poteva essere definito antisismico?

Non è possibile rispondere pienamente a questa domanda, non essendo a conoscenza dei fatti, ma si può fare un po’ di chiarezza.

COSA SI INTENDE PER “EDIFICIO ANTISISMICO”?

Per edificio antisismico si intende un edificio che è stato costruito rispettando la normativa tecnica vigente (NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI di cui al D.M. 14 Gennaio 2008), che recepisce lo stato dell’arte attuale in materia di strutture ad uso civile. Tuttavia, il concetto di sicurezza strutturale ha natura convenzionale. Ad oggi, in Europa, si considera sicuro un fabbricato che ha una probabilità di collasso di circa 1:1 milione (Probabilistic Model Code – Basis of Design. Joint Committee on Structural Safety JCSS-OSTL/DIA/VROU-10-11-2000).

L’eventualità di un collasso strutturale per una costruzione nuova è dunque definita come altamente improbabile.

La normativa Italiana, analogamente a quella Europea, definisce la sicurezza strutturale delle costruzioni nuove in caso di terremoto come segue:

“Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV): a seguito del terremoto la costruzione subisce rotture e crolli dei componenti non strutturali ed impiantistici e significativi danni dei componenti strutturali cui si associa una perdita significativa di rigidezza nei confronti delle azioni orizzontali; la costruzione conserva invece una parte della resistenza e rigidezza per azioni verticali e un margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni sismiche orizzontali”. (NTC2008, Par. 3.2.1)

In altre parole la struttura durante il terremoto si può danneggiare anche in modo significativo, ma non deve collassare né globalmente né localmente ai fini della salvaguardia della vita umana.

Le costruzioni esistenti, costruite senza concezione antisismica o con concezioni obsolete, hanno una probabilità di collasso più alta di quella delle costruzioni nuove antisismiche.
E’ sempre possibile migliorare sismicamente una costruzione esistente, cioè ridurre la probabilità di collasso in una certa misura; molto più difficile invece è adeguare sismicamente, cioè rendere la probabilità di collasso di una costruzione esistente equivalente a quella di una costruzione nuova.
La scelta del livello ottimale di intervento deve essere effettuata in accordo con la committenza, tenendo conto della sostenibilità economica dell’intervento stesso. Infatti, è possibile che un intervento di adeguamento sismico arrivi a costare più di quello di demolizione e ricostruzione al nuovo.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che un intervento di miglioramento sismico mirato a raggiungere il 60% della sicurezza delle costruzioni nuove rappresenta l’intervento ottimale per la collettività poiché minimizza la somma dei costi totali: quelli dovuti all’intervento iniziale e quelli conseguenti ai danni attesi per eventi sismici nei 50 anni successivi al rinforzo.

Laddove la conservazione del bene sia un valore imprescindibile, ovvero nel caso di costruzioni sotto la tutela del MiBACT, l’unico intervento consentito è quello di miglioramento sismico (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni – 2007).

E’ essenziale considerare infine che qualsiasi progetto di miglioramento o adeguamento sismico deve riguardare l’intero fabbricato per essere efficace.
L’intervento sulla singola unità immobiliare o comunque su una parte dell’immobile si configura come intervento locale, che deve comunque garantire una sicurezza globale del fabbricato dopo l’intervento non minore di quella iniziale.

CHI È IN GRADO DI PROGETTARE STRUTTURE ANTISISMICHE?

La progettazione antisismica è competenza specifica degli ingegneri civili strutturisti, che sono circa un 20% degli ingegneri civili iscritti all’Albo. E’ necessario pertanto selezionare uno specialista con documentato curriculum in materia.

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