AGGIORNAMENTO: 30 OTTOBRE 2016


Il 30 Ottobre 2016, sempre nella zona a confine tra le regioni Umbria e Marche, è avvenuta una ulteriore scossa di terremoto di magnitudo Ml 6.5 alle ore 7:40 (fonte: INGV).

L’epicentro sembra essere nella stessa zona dei terremoti del 26 Ottobre.

Anche in questo caso non sono state registrate vittime ma soltanto numerosi feriti.
Tra i danni maggiori si riporta il crollo della Basilica di San Bendetto a Norcia.

ARTICOLO ORIGINALE: 27 OTTOBRE 2016

Il 26 Ottobre 2016, nella zona a confine tra le regioni Umbria e Marche, sono avvenute due scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo Ml 5.4 alle ore 19:10 e di magnitudo Ml 5.9 alle ore 21:18 (fonte: INGV).

Gli epicentri dei terremoti sono situati tra le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, a 10 km da Norcia, 22 km da Accumoli e 18 km da Arquata del Tronto.

Visualizzando gli epicentri sulla mappa infatti si osserva come la zona interessata sia molto vicina a quella del terremoto del 24 Agosto scorso (vedi qui e qui le notizie a riguardo).

In riferimento a ciò, Gianluca Valensise dell’INGV ha dichiarato che si tratta di “una nuova scossa principale che verrà seguita da una serie di repliche” (NON scosse di assestamento, termine concettualmente sbagliato), ossia terremoti indotti da una scossa precedente. Questo ovviamente porterà ad un aumento della sismicità nella zona.

Il dibattito che si è acceso poi se si sia aperta una nuova faglia o sia la stessa del 24 Agosto viene definito  come “discorsi filosofici e sterili, che cambia molto poco la prospettiva complessiva“.

Infine, viene ricordato come in questi casi “non bisogna né tranquillizzare né allarmare la popolazione, ma semplicemente tenere la guardia alta“.

L’intervento integrale può essere ascoltato nel link sottostante.

Nonostante i numerosi danni, che hanno interessato in particolare i comuni di Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita, PreciCamerino e Fabriano, vi è stata solamente una vittima ma per cause naturali e diversi feriti.
Gli effetti del terremoto si sono sentiti anche ad Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, portando al crollo di palazzi già lesionati.

Nelle immagini sopra, alcune testimonianze dei danni subiti dai principali comuni colpiti.

Il fatto che un terremoto di tale magnitudo non abbia causato il numero di vittime provocate ad esempio dall’evento sismico del 24 Agosto, ha creato stupore nei media Italiani e internazionali, come riportato dall’articolo seguente di NBC News.

Italy’s latest earthquake appears not to have killed anyone – why?

ROME – When two powerful earthquakes struck central Italy on Wednesday, many feared a tragic repeat of two months ago. A 6.2-magnitude quake killed almost 300 people on Aug. 24 and reduced much of the historic town of Amatrice to rubble. Initial reports after Wednesday’s quakes indicated, however, that not a single person had been killed by collapsing buildings.

Nell’articolo vengono ipotizzate tre possibili cause:
1) Le zone colpite erano già state interessate dal terremoto del 1997, e per questo motivo molti edifici furono ristrutturati e rinforzati;
2) I crolli hanno interessato anche edifici già evacuati dopo il terremoto del 24 Agosto;
3) La prima scossa, di magnitudo inferiore alla seconda, è servita come “allarme” per la popolazione che ha lasciato subito le proprie case.

La fortuna comunque non è e non deve essere argomento di discussione, in quanto l’aspetto temporale dei terremoti, pur avendo come in questo caso un effetto importante sul conto delle vittime, non è in nessun modo prevedibile.

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Alle osservazioni portate dall’articolo dell’NBC, si aggiunge anche il nostro commento.

Terremoti di magnitudo ≈ 6 risultano piuttosto frequenti nel panorama nazionale e pertanto non dovrebbero provocare danni così estesi e vittime così numerose.

 

I terremoti precedenti del Centro Italia (2016), come quello della Pianura Padana (2012) e ancora prima dell’Aquila (2009) hanno evidenziato le gravi carenze strutturali del patrimonio costruito italiano, sia di edilizia storica (edifici in muratura, pietra, ecc) sia di costruzioni nuove (edifici in cemento armato, costruzioni industriali).

Si spera quindi che il Governo, previa approvazione dell’Unione Europea, riesca finalmente a stanziare, oltre ai fondi per la ricostruzione, anche i cosiddetti “sisma-bonus”, ossia gli incentivi per il miglioramento sismico degli edifici privati.
In questo modo si riuscirà finalmente a garantire una maggiore sicurezza delle costruzioni e a ridurre l’enorme impatto che fenomeni naturali come il terremoto hanno sul bilancio nazionale, specie in momenti di instabilità economica come quello che l’area euro sta vivendo.

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