Progetto di conservazione integrata e di restauro per un riuso compatibile del complesso inteso come Nuovo Polo Museale e Musicale di San Colombano: opere strutturali

Complesso di San Colombano – Via Parigi 1-3-5 – Bologna

progetto esecutivo e direzione lavori opere strutturali da eseguire in relazione anche agli scavi archeologici, con consolidamento statico e miglioramento sismico del complesso edilizio

  • Immobile: Complesso di San Colombano, sito a Bologna in via Parigi 1-3-5
  • Committente / funzione immobile: San Colombano srl / struttura museale
  • Progetto e direzione lavori architettonica: arch. Roberto Scannavini, arch. Francisco Giordano
  • Progetto e direzione opere strutturali: ing. Saverio Simonazzi
  • Vincolo della Soprintendenza: presente
  • Servizio svolto: progetto esecutivo e direzione lavori opere strutturali da eseguire in relazione anche agli scavi archeologici, con consolidamento statico e miglioramento sismico del complesso edilizio
  • Importo opere strutturali: 400.000,00 €
  • Periodo esecuzione: 2007-2009
  • Data fine lavori strutturali: 04-05-2009

 

San Colombano è un complesso chiesastico costituito da una serie di edifici aggregati nei secoli, a partire dal VII secolo.

Nel corso dei restauri del 2007 sono stati riportati alla luce una crocifissione parietale duecentesca attribuita a Giunta Pisano, una cripta medievale e una sepoltura del XIII secolo.

Gli interventi di progetto riguardano le opere strutturali presso il Complesso di San Colombano, sito a Bologna in via Parigi 12 – 3 – 5, connesse con il “Progetto di conservazione integrata e di restauro per un riuso compatibile del Complesso inteso come nuovo Polo Museale e Musicale di San Colombano”.

Il presente progetto delle strutture fa riferimento al progetto architettonico predisposto dall’arch. Roberto Scannavini e dall’arch. Francisco Giordano di Bologna.

Gli interventi previsti nell’ambito della conservazione integrata e restauro non comportano significative variazioni nei pesi permanenti e conservano sostanzialmente invariato lo schema strutturale e la distribuzione dei carichi gravanti sulle murature.

Gli interventi, quindi, si configurano come miglioramento sismico (ai sensi del D.M. 16/01/1996 punto C. 9.1.2).

I suddetti interventi strutturali previsti sull’edificio esistente sono tutti INTERVENTI LOCALI, in quanto riguardano singole parti e/o elementi della struttura e interessano porzioni limitate della costruzione.

Si tratta, infatti, di alcuni rafforzamenti localizzati per i quali la rigidezza degli elementi variati non cambia significativamente e per i quali resistenza e capacità di deformazione, anche in campo plastico, migliorano ai fini del comportamento rispetto alle azioni orizzontali.

Tali interventi sono essenzialmente i seguenti:

    1. Sottofondazione e platea in c.a. nella zona bagno-ripostiglio al piano terra (angolo Nord-Ovest): l’intervento è necessario a causa dello scarso approfondimento delle fondazioni esistenti.
    2. Realizzazione di nuovo solaio autonomo al piano primo, nella zona sovrastante la navata lato nord: l’intervento è necessario a causa della non affidabile capacità portante delle volte esistenti.
    3. Rifacimento di solaio al piano sottotetto, nella zona sovrastante la navata lato nord: l’intervento è necessario a causa della non affidabile capacità portante del solaio esistente.
    4. Intervento per ripristino e ricostruzione della volta attualmente “tagliata” all’estremità ovest della navata lato nord: l’intervento è necessario a causa del degrado di alcuni elementi lignei esistenti.
    5. Ripristino (con sostituzione di elementi ammalorati o insufficenti) delle strutture lignee di copertura: l’intervento è necessario a causa del degrado di alcuni elementi lignei esistenti.

Inoltre sono progettati gli interventi strutturali connessi con il miglioramento sismico della ex chiesa e con la scoperta di una pre-esistente antica cripta interrata all’interno della Chiesa (descritti e definiti nella Relazione di Calcolo “C1” e nelle due tavole di progetto n° S1 e S2): anche questi interventi, rispetto alla configurazione “storica” della costruzione, non comportano significative variazioni nei pesi permanenti e conservano sostanzialmente invariato lo schema strutturale e la distribuzione dei carichi gravanti sulle murature.

Le suddette opere strutturali consistono nella ricostruzione dell’impalcato fra la cripta antica e la Chiesa (con strutture metalliche e soletta in c.c.a. su lamiera grecata, in luogo delle originarie volte in laterizio), con sottostante passerella appesa per consentire la visitabilità dell’area archeologica.

Anche questi interventi, quindi, si configurano come miglioramento sismico (ai sensi del D.M. 16/01/1996 punto C. 9.1.2) rispetto alle strutture pre-esistenti.

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